IL SETI DI 288.000 ANNI FA …

E’ possibile scoprire eventuali forme di vita intelligenti risalenti a 288.000 anni addietro? Pare proprio di si! I ricercatori dell’Università di Manchester hanno scoperto, che miscelando i dati di alcuni osservatori, potevano aumentare il numero di stelle nel catalogo di quasi 220 volte, e cioè da 1.327 stelle analizzate in precedenza, a oltre 288.000.Lo scorso anno, la Breakthrough Listen Initiative, il più grande programma per cercare prove di civiltà al di fuori del pianeta Terra, ha pubblicato il suo catalogo sulla ricerca dell’intelligenza extraterrestre SETI (Search for Extra Terrestrial Intelligence). Alla ricerca di segnali radio ha esaminato 1.327 singole stelle situate entro 160 anni luce dalla Terra. Però un team di ricercatori ha capito che questo catalogo poteva essere largamente ampliato senza impiegare nuove osservazioni. Le radio osservazioni sono state condotte con il Green Bank Telescope (GBT) in West Virginia, vedi nota a piè di pagina (*) [Fig.1] e il CSIRO Parkes Radio Telescope in Australia, vedi nota a piè di pagina (**)[Fig.2]. Per cui i ricercatori dell’Università di Manchester hanno scoperto che, combinando questi dati con le osservazioni dell’osservatorio – Osservatorio Astronomico d’Abruzzo GAIA dell’ INAF http://www.oa-teramo.inaf.it/ricerca/technology/gaia/ [Fig3], hanno potuto aumentare il numero di stelle nel catalogo di circa 220 volte; ovvero passando da 1.327 stelle analizzate a oltre 288.000. Sta di fatto che i raggi dei telescopi non coprivano una ampia area del cielo, ma una volta che si considera la distanza da cui potrebbero provenire i segnali, si scopre che si ha molta più profondità. Nel suo lavoro di ricerca Gaia ha misurato le distanze fino a oltre 1 miliardo di stelle, pertanto i ricercatori hanno soltanto abbinato quelle posizioni alla regione osservata dai radio telescopi. Ed ecco che il nuovo catalogo ha aumentato il numero di stelle analizzate ad un totale di 288.315 coprendo distanze fino a 33.000 anni luce. E’ certo che l’aumento della distanza richiede che ogni eventuale mondo alieno che trasmettesse segnali, avesse attrezzature più potenti di quelle che attualmente impiega l’uomo. Questa enroeme espansione nell’osservazione, ha permesso ai radio astronomi di aggiungere alcuni valori rigorosi su quanto sia comune la vita intelligente. I loro risultati sono riportati in un articolo disponibile su ArXiv, negli avvisi mensili della Royal Astronomical Society. L’autore principale Bart Wlodarczyk-Sroka ha affermato: “I nostri risultati aiutano a porre limiti significativi alla prevalenza di trasmettitori paragonabili a ciò che noi stessi possiamo costruire utilizzando la tecnologia del 21° secolo. Ora sappiamo che meno di una stella su 1.600. più vicine di circa 330 anni luce, potrebbero ospitare trasmettitori di solo poche volte più potenti del

radar più forte che abbiamo qui sulla Terra. I mondi abitati con trasmettitori molto più potenti di quelli che possiamo attualmente produrre dovrebbero essere ancora più rari. Nonostante gli stretti vincoli, potrebbe esserci una civiltà intelligente nell’universo vicino, ci sono decine di migliaia di stelle entro 330 anni luce”. “Questo lavoro mostra il valore della combinazione dei dati di diversi telescopi”, ha aggiunto Siemion, “Espandere le nostre osservazioni per coprire quasi 220 volte più stelle avrebbe richiesto un investimento significativo del tempo del nostro telescopio, per non parlare delle risorse di calcolo per eseguire l’analisi. Tuttavia sfruttando il fatto che avevamo già scansioni radio di stelle sullo sfondo dei nostri obiettivi primari e leggendo le loro posizioni e distanze dal catalogo Gaia, l’analisi di Bart ha estratto ulteriori informazioni dal dataset esistente. Un lavoro che, in questo modo, ci avvicina di un passo all’obiettivo di conoscere la risposta alla domanda più profonda dell’umanità: siamo soli nell’Universo? La risposta come sempre avrà bisogno di ulteriori osservazioni”. Insomma la Scienza impegna tutte le risorse nel progetto SETI nella speranza di scoprire esseri intelligenti abitanti su altri pianeti della Via Lattea o in altre galassie (Fig.4) Vediamo cosa riguarda la ricerca SETI. Il SETI è acronimo di Search for Extra-Terrestrial Intelligence, è un progetto dedicato alla ricerca di una eventuale vita intelligente extraterrestre, comunque evoluta tale da poter inviare segnali radio nel cosmo. Il programma si occupa anche di inviare segnali della nostra presenza ad eventuali altre civiltà in grado di mettersi in contatto con noi (Fig.5)

(*) Il radiotelescopio di Green Bank, titolato al senatore della Virginia che raccolse i finanziamenti del congresso, è il più grande radiotelescopio al Mondo completamente orientabile È passato a gestione autonoma da ottobre 2016, scorporato dall’osservatorio del National Radio Astronomy Observatory.

(**) Il Radiotelescopio Parkes è situato circa 20 km a nord della città di Parkes a sud dell’Australia. E’ costituito da una antenna parabola di 64 metri di diametro, chiamato per anni informalmente The Dish o the Big Dish, sino al 2020 a cui è stato dato il nome di Murriyang, parola che nella lingua del locale popolo aborigeno significa “il mondo del cielo, là dove vive lo spirito Biyaam.

Dott. Giovanni Lorusso IK0ELN)