Sodoma e Gomorra

ArcheAstronomia

< Il sole spuntava sulla terra, quando ecco che il Signore fece piovere dal cielo sopra Sòdoma e sopra Gomorra zolfo e fuoco proveniente dal Signore. Distrusse queste città e tutta la valle con tutti gli abitanti delle città e la vegetazione del suolo. Abramo contemplò dall’alto Sòdoma e Gomorra e tutta la distesa della valle e vide che un fumo saliva dalla terra, come il fumo di una fornace. >

Gli scavi archeologici condotti nei resti dell’antica città mediorientale di Tall el-Hammam (Fig.1) hanno portato alla luce quelli che potrebbero essere gli indizi di un evento molto simile alla catastrofe di Tunguska, ma avvenuta nel 1650 a.C. La testimonianza di questo evento potrebbe spiegare il passo della Genesi in cui si parla della distruzione di Sodoma e Gomorra. Questa la Genesi databile al VI-V secolo a.C., che descrive la distruzione delle due città bibliche risalente a circa 1000 anni prima. Ma in base alle tracce di vetro fuso, le Tectite (la natura delle Tectiti avviene a seguito dell’impatto di grandi meteoriti sulla superficie terrestre; quando nell’istante esatto dell’impatto, le onde d’urto prodotte fratturano e fondono le rocce rendendole vetrose) e anche di piccoli diamanti, sempre causati dall’impatto della cometa, ritrovati negli scavi archeologici del sito preistorico di

Abu Hureyra (Abu Hureyra è un sito archeologico preistorico nell’Alta valle dell’Eufrate in Siria – Fig.2) i ricercatori concludevano affermando che circa 12.800 anni fa le due città potevano essere state colpite dall’impatto al suolo di una cometa (Fig.3) Probabilmente Abu Hureyra, attraverso i risultati degli scavi archeologici effettuati nell’antica città mediorientale di

Tall el-Hammam (TeH), per certi versi, può essere considerata una

Tunguska protostorica. Ma partiamoci dal principio. Nell’anno 2005, con l’inizio degli scavi archeologici condotti a Tall el-Hammam, (un’antica città fortificata che si trova nella valle del Giordano meridionale, a nord-est del Mar Morto le cui rovine di questo antico insediamento sono situate all’estremità meridionale della valle tra il Lago di Tiberiade e il Mar Morto – Fig.4); il sito mostra i resti di un centro urbano fortificato che evidenziava la

più grande città dell’età del bronzo in quella zona, la quale comprendeva anche il nucleo urbano di una città-stato che durò circa

3000 anni, e cioè dal 4700 a.C. fino a quando fu distrutta nel 1650 a.C.. Inoltre lungo la valle del Giordano ci sono i resti di altre

15 città e più di

100 villaggi più piccoli che furono

tutti abbandonati alla fine della media età del bronzo per rimanere in gran parte

disabitati per circa 300/600 anni. La domanda che ci si pone è: che cosa determinò l’abbandono contemporaneo di questi nuclei abitati? Occorre aggiungere queste città occupavano le zone più fertili del Medio Oriente. Nell’intento di risolvere questo mistero, gli archeologi che lavorano su questo sito, si sono concentrati sui resti databili nel periodo che va dal 1800 al 1550 a.C. circa. Vediamo l’aspetto murario di TeH. Dunque la parte superiore di TeH aveva mura spesse circa quattro metri con fondamenta massicce che sostenevano bastioni fatti di mattoni di fango; aveva edifici a più piani, tra cui un complesso di palazzi e un ingresso monumentale. Purtroppo oggi nessun mattone di fango rimane sulle fondamenta realizzate in pietra, fatta eccezione per una dozzina di strati di mattoni fortunatamente sopravvissuti sul lato nord-est della parte superiore alta trenta metri circa. I muri sono stati tranciati dal probabile impatto cometario quasi a livello con la cima delle fondamenta delle mura della città alta. In poche parole i pochi mattoni di fango rimasti dalle sezioni di muro disintegrate non esistono più perchè polverizzati; quei pochi che sono stati trovati intatti sembrano arrossati dal fuoco. Nei mattoni n

on sono stati trovati segni di erosione naturale, tanto meno erosi dal vento o dall’acqua, il che lascia supporre che i mattoni che mancano non si sono erosi nel tempo, per cui

mancano milioni di mattoni. Va aggiunto che gli archeologi nel sito, hanno trovato

grani di quarzo che hanno subito uno schoc termico che si possono essersi formati a seguito di pressioni di circa 5-10 GPa,

ceramiche con fusione a temperature superiori a 1500 °C, con

vescicole,

mattoni di fango e tegole di argilla fusi, un processo questo che può avvenire solo a temperatura superiore a 1400 °C; elevate concentrazioni di sale nei sedimenti, ivi compresi i sali di cloruro di potassio e cloruro di sodio nell’interno di mattoni di fango fusi,

pezzi di carbonio simile al diamante che si sono formati ad alta pressione e temperatura, fuliggine, carbone e cenere che indicano la presenza di incendi avvenuti ad alta temperatura e

sferule ricche di ferro e silicio, alcune delle quali fuse a temperature superiori a 1590 °C. Infine, nei sedimenti della città è stato trovato I

ridio (elemento chimico molto raro nella crosta terrestre, ma abbondante negli asteroidi). Insomma l’estensione dell’esplosione di Tunguska (L’evento di Tunguska avvenne la mattina del 30 giugno 1908 in Siberia a seguito del possibile impatto di un grande meteoroide, o di una cometa – Fig.5) sovrapposta all’area del Mar Morto. Occorre dire che l’esplosione di Tunguska era larga circa 75 km nella direzione N–S, con un’area di 2200 kmq. Notare che del Tunguska abbiamo dati certi a seguito di spedizioni scientifiche; mentre la posizione, l’orientamento, la direzione di arrivo dell’asteroide e le dimensioni dell’area dell’impatto proposto per la distruzione di TeH sono ancora sconosciuti. Tuttavia, analizzando i diversi eventi che potrebbero dare luogo almeno a una parte dei ritrovamenti, e cioè: le attività umane, la fabbricazione di ceramiche, gli incendi, i terremoti, le guerre, i fulmini, gli

airburst e crateri da impatto; gli archeologi sono giunti alla determinazione che il solo

meccanismo che può spiegare tutte le prove raccolte è stato un impatto capace di formare un cratere o un’esplosione cosmica in atmosfera, probabilmente con un’energia un po’ più grande dell’esplosione avvenuta nel 1908.a Tunguska. Ebbene i dati raccolti nel sito archeologico confermano che sia avvenuta un’esplosione in atmosfera terrestre a pochi chilometri a sud-ovest di Tall el-Hammam, causando

un’onda termica con elevata temperatura che ha fuso tetti, mattoni e oggetti in ceramica. Poi ha fatto seguito

un’onda d’urto ad altissima temperatura che ha

polverizzato i muri di mattoni e causando un’ampia mortalità umana. L’onda d’urto si sarebbe fatta sentire a decine di chilometri di distanza causando morte e distruzione, nonchè l’abbandono di villaggi e città vicine da parte degli abitanti sopravvissuti. Tra le città abbandonate ci fu anche

Gerico, ubicata a 22 chilometri a ovest di TeH, Un tragico evento che vide la popolazione diminuire da 40.000/60.000 abitanti a soltanto un centinaio dopo l’impatto. Di qui il racconto biblico della

distruzione di Sodoma e Gomorra riportato nella Genesi.

Dott.Giovanni Lorusso (IK0ELN)