I FLARES SOLARI

I Brillamenti del Sole

Premessa

ll Flare Solare detto anche Brillamento Solare è una violenta eruzione di materia che esplode dalla fotosfera del Sole, sprigionando una energia equivalente a varie decine di milioni di bombe atomiche (Fig.1)

Il primo a scoprire i Flares Solari fu Richard Carrington (Fig.2) nel lontano 1° settembre 1859, quando all’improvviso nel suo telescopio solare appaiono due bagliori su un gruppo di macchie solari, con una intensità luminosa più del Sole. Trattasi del primo Flare osservato da un telescopio terrestre. Ma, così come anticipato in premessa, cerchiamo di capire come si sviluppa un Flare Solare. Ebbene un Flare si verifica quando l’energia del campo magnetico sulla superficie del Sole si trasferisce alle particelle cariche (elettroni e protoni) che compongono il Plasma Solare; di qui succede che le particelle si riscaldano e si accelerano violentemente. Tale surriscaldamento produce che una parte della Corona Solare viene espulsa in direzione della Terra a circa 8.500.000 km/h. Quindi il flusso di particelle cariche ad alta energia, attraverso il Vento Solare (Fig.3) raggiunge la Terra dopo 17 ore, ben visibili nelle aurore boreali in in diverse località, quali: Cuba, Hawaii, Cina, Messico, Italia. Persino in Colombia, praticamente anche all’equatore. Ma al di la dei colorati festoni aurorali, avviene che le particelle cariche interagiscono con il campo magnetico terrestre, provocando le tempesta geomagnetica che prendono il nome scientifico di C.M.E. (coronal mass ejection) generando disastrosi fenomeni, quali: radiazioni pericolose per la salute, disturbi alle Radio comunicazioni (radio blackout) disorientamento agli strumenti di bordo aerei e marittimi, ai sistemi satellitari, alle esplorazioni geologiche, ai tralicci elettrici. alle condotte idriche e del gas, alla ricerca biologica. Quel 1° Settembre 1859 Richard Carrington aveva intuito che quanto stava accadendo sulla Terra era dovuto a quegli strani lampi osservati sul Sole; e quell’evento passerà alla storia, in suo onore come “Evento di Carrington”. Ma che cosa accadde nel 1859, alle ore 11,30? La tempesta solare distrusse il sistema telegrafico, perche i cavi si fusero immediatamente, in quanto erano in rame e catturavano le correnti elettriche generate nella ionosfera terrestre dall’evento; le radiocomunicazioni dell’epoca subirono un completo bleckout; molte persone accusarono disturbi alla salute per essere stati colpiti dalle eccessive particelle solari; e per molti giorni le aurore boreali erano visibili anche a Roma (Fig.4) In chiusura occorre dire che oggi un evento di questo genere potrebbe causare danni per miliardi di dollari e di conseguenza potrebbe richiedere anni per il completo recupero, perché metterebbe immediatamente fuori uso centrali elettriche, comunicazioni radio e satelliti. Ma va aggiunto anche che eventi come quello di Carrington sono abbastanza rari, ma che tuttavia possono accadere ancora. Fortunatamente esiste un ottimo sistema di sorveglianza dell’attività solare, che prevede il suo comportamento, è il NOAA / NWS Space Weather Prediction Center (Lo Space Weather Prediction Center, è un laboratorio ubicato a Boulder, Colorado. L’SWPC monitora continuamente l’attività solare e fa previsioni sull’ambiente spaziale della Terra, fornendo accurate informazioni solari-terrestri – Fig.5). Conoscere in anticipo questi fenomeni ci permette di correre ai ripari in tempo evitando seri danni.

Dott. Giovanni Lorusso (IK0ELN)