SETI, il progetto Breakthrough Listen

Breakthrough Listen !? Che cosè? Trattasi del release di dati del progetto relativo a tre anni di ricerca di segnali intelligenti provenienti da 1327 stelle vicine, circa 160 anni luce (Fig.1) utilizzando due radiotelescopi, il radiotelescopio statunitense Robert C. Byrd, situato a Green Bank, in West Virginia (Fig.2) e il radiotelescopio australiano Parkes da 64 metri di diametro (Fig.3) purtroppo con risultati deludenti. Tuttavia Rispetto ai risultati pubblicati nel 2017, stavolta l’enorme quantità di dati acquisita dai ricercatori di Breakthrough Listen è veramente tanta. Infatti tra gennaio 2016 e marzo 2019 di osservazione con il Gren Bank sono state acquisite 1044 risultati; mentre con il Parkes sono stati accumulati dati pari a 483 tra novembre 2016 e gennaio 2018. Tutte le 1327 stelle sono state osservate in tre bande di frequenza, rispettivamente su 1,10–1,90 GHz e 1,80–2,80 Ghz dal Green Bank; e 1,10–1,90 GHz e 1,80–2,80 Ghz con il radiotelescopio Parkes. Vediamo quali sono state le tecniche di osservazione in banda radio. Dunque, l’osservazione prevedeva che ogni stella venisse osservata per tre intervalli di cinque minuti ciascuno in cui la parabola era puntata su una stella situata tra 1,2 e 3,6 gradi di distanza dalla stella sotto osservazione; sistema di osservazione utile ad una ripulita dalle interferenze di origine terrestre. E tra la campionatura dii segnali potenzialmente interessanti scelti per essere analizzati sono stati presi in considerazione solo quelli provenienti da un’unica porzione di cielo. Grazie alle nuove tecnologie digitali i due radiotelescopi hanno registrato una grande moltitudine di canali radio contemporaneamente alla ricerca di segnali di natura extraterrestre. A tal proposito occorre dire che in quarant’anni di ricerca SETI (Search for Extra Terrestrial Intelligence) l’ampiezza di banda nell’ascolto dell’Universo è aumentata di un fattore pari a 10⁸, vale a dire di cento milioni di volte! Per cui una simile potenza, la ricerca portata avanti in questi tre anni su 1.327 stelle ha evidenziato ben 51,7 milioni di segnali meritevoli di più approfondite analisi. Tuttavia delle 21117 relative alle prime osservazioni nessuna è risultata attendibile, tale da poter essere identificato come un segnale intelligente di origine aliena, in quanto di origine terrestre. Dobbiamo concludere dicendo che siamo soli nell’Universo? La risposta è: … abbiamo trovato soltanto segnali di origine terrestre, ma ciò non vuol dire che là fuori non vi sia vita intelligente. Probabilmente non abbiamo cercato nel posto giusto o non abbiamo ascoltato segnali molto deboli. Si, perché un segnale proveniente da decine di anni luce di distanza deve possedere una potenza minima per essere captato. Proviamo ad immaginare che una civiltà extraterrestre invii i suoi segnali non direttamente verso la Terra, ma in tutte le direzioni dello spazio! Quante la probabilità ci sarebbero perchè vengano ricevuti sulla Terra? Come vediamo le incognite sono davvero tante. Va aggiunto che, se consideriamo che i quattro trasmettitori radar della grande parabola di Arecibo di Porto Rico raggiungono una potenza di 2×10¹³ W, cioè 20 terawatt, è facile pensare che la potenza necessaria per ascoltare un segnale alieno dai due osservatori utilizzati dal progetto Breakthrough Listen è indispensabile ad una civiltà tecnologica che invia segnali nello spazio aver raggiunto quantomeno il nostro livello tecnologicoUn requisito questo, per indicare la probabilità che su qualche pianeta intorno a una delle 1300 stelle monitorate, ci fosse una civiltà tecnologicamente avanzata, in grado di inviare segnali intelligenti nello spazio. Inoltre, per rafforzare la ricerca del progetto Breakthrough Listen ha contribuito anche il telescopio robotico APF – Automated Planet Finder di 2,4 metri metri di diametro dell’Osservatorio Lick, sul monte Hamilton, circa 20 km a est di San Jose in California (Fig.4) con il progetto di osservare il cielo in banda ottica alla ricerca di ipotetici segnali laser emessi da una civiltà tecnologica aliena. Ma nonostante i deludenti risultati fino ad ora ottenuti il Breakthrough Listen sta conducendo l’esplorazione di una enorme porzione del disco galattico, alla ricerca di segnali artificiali tali che evidenziano l’esistenza di intelligenze extraterrestri. E tra breve inizierà la ricerca di segnali artificiali di circa un milione di stelle presenti nella Via Lattea e di cento galassie vicine, in collaborazione con il radiotelescopio MeeKat in Sud Africa (Fig.5). Alla fine di questo articolo occorre dire che se una civiltà extraterrestre sta inviando segnali nello spazio, il progetto Breakthrough Listen non lascerà nulla di intentato pur di riuscire ad intercettarli. La strada e lunga!

Dott. Giovanni Lorusso (IK0ELN)