Le Comete

L’Universo e i suoi oggetti misteriosi: le Comete. Facciamo un enorme balzo all’indietro, a 4 miliardi di anni fa, ovvero quando nacque il sistema solare e più precisamente quando si formò la nube di Oort (Fig.1) uno spazio sferico distante tra le 10 000 e le 100 000, Unità Astronomiche dal Sole, una regione che si estende oltre l’orbita di Nettuno [L’unità astronomica (simbolo ufficiale: U.A.) rappresenta la distanza tra Terra-Sole ed è pari a 150milioni di Km]. Ed è da qui che nascono le comete, oggetti celesti rimasti praticamente invariati dalla loro formazione. Le comete dunque sono tra gli oggetti più primitivi che permettono di studiare l’evoluzione del Sistema Solare che oggi conosciamo. Va aggiunto che le comete permettono di analizzare il vento solare grazie alla coda cometaria formata da ioni rilevabili. Entriamo nel merito. La suddivisione per periodo orbitale delle comete accomuna caratteristiche nettamente diverse tra i vari gruppi. Le comete che tornano al perielio in più di 200 anni mostrano un’orbita fortemente eccentrica ellittica o parabolica oppure iperbolica. [In astronomia, il perielio è il punto di minima distanza di un corpo del Sistema solare dal Sole. È pertanto un apside. A seconda dell’eccentricità dell’orbita, la minima distanza corpo-sole e quella massima possono essere più o meno differenti dalla distanza media]. Poichè le orbite delle comete sono cicliche nel tempo e tenuto conto che le comete hanno inclinazioni troppo alte rispetto al disco di rivoluzione attorno al sole, a volte riescono a sfuggire all’attrazione gravitazionale del Sole e di non tornare mai più. Facciamo il punto: allora, i corpi vicini al centro del Sistema Solare dovrebbero avere gli stessi requisiti, quali una bassa inclinazione di rivoluzione, una direzione prograda, cioè antioraria e una una circonferenza dell’orbita stessa. Viceversa oggetti celesti lontani hanno caratteristiche completamente diverse. Infatti le comete più lontane hanno spesso direzioni orarie e molte vengono distrutte o addirittura escono dal Sistema Solare. Diversamente le comete con un ciclo orbitale inferiore a 200 anni evidenziano caratteristiche, quali basse inclinazioni, orbite ellittiche e movimento prograde; durante il transito vicino al Sole lasciano parte del nucleo cometario con un’orbita perturbata. Un esempio è la conosciutissima cometa di Halley [catalogata 1P/Halley, è la più famosa delle comete ed ha un periodo orbitale di circa 76 anni. Per cui bisognerà attendere ancora parecchio tempo prima di poter osservare di nuovo il passaggio della Cometa di Halley vicino la Terra. L’ultima volta, infatti, la cometa ha raggiunto il perielio, quasi 31 anni fa, è stato esattamente il 9 febbraio 1986; vedi la videoclip Halley Comet Orbit]. Fin qui la descrizione di questo meraviglioso oggetto celeste. Passiamo ora a descrivere che cosa è una cometa. Le comete sono corpi solidi di roccia, ghiaccio d’acqua, metano, ammoniaca e anidride carbonica. Una cometa possiede un nucleo centrale molto luminoso formato da rocce e ghiaccio ed una coda cometaria altrettanto brillante, la quale, in fase di avvicinamento al Sole, si apre in due parti per effetto di surriscaldamento; di cui una è formata dall’interazione col vento solare, dando luogo ad una coda di plasma di colore blu, formata di acqua polverizzata e la seconda coda formata dalla polvere rilasciata dagli strati superficiali della cometa in sublimazione. Di qui la difficoltà per i telescopi terrestri di osservare dettagliatamente il nucleo e l’unico metodo per studiarne la composizione è quello di avvicinarsi. Infatti nel 1986 la missione Giotto si avvicino a 600 km da Halley, analizzandone la chimica e creando un modello 3D dell’astro. Dalla missione Giotto risultò che il nucleo cometario è un oggetto molto scuro, di forma irregolare, poco denso, la cui struttura debole di roccia e ghiaccio forma una serie di stratificazioni non omogenee, che a loro volta subiscono continue fratture a causa della rotazione della cometa. A questo punto la domanda che ci si pone è: … quale è la sorte di questo brillante corpo che ogni tanto si avvicina alla Terra? I casi sono tre, analizziamoli subito: la cometa potrebbe avvicinarsi troppo ad un pianeta da venirne catturata ed addirittura rischiare l’impatto; la cometa potrebbe subire una deviazione della sua orbita da parte di un grande oggetto celeste tale da farla impattare direttamente sul Sole; un progressivo spegnimento della cometa dovuto alla disintegrazione del nucleo con una massa non eccessivamente grande da resistere alle elevate temperature del Sole e se dovesse sopravvivere un residuo del nucleo sarebbe un corpo asteroidale. Tiriamo le somme. Le comete ci dicono qualcosa sulla composizione primordiale al momento della formazione del Sistema Solare; va aggiunto che, dalle analisi effettuate sui rapporti deuterio/idrogeno, si nota che l’origine dell’acqua terrestre non è di origine cometaria, a differenza della cometa Halley la quale mostra valori simili ai nostri oceani. [Le comete a breve periodo compiono la loro rivoluzione intorno al Sole in meno di 200 anni, e le loro orbite sono per lo più interne all’orbita di Nettuno; mentre le comete a lungo periodo impiegano più di 200 anni, se non milioni di anni, a compiere la loro rivoluzione, vedi la videoclip Henke Comet Orbit]. Inoltre gli sciami meteorici, residui della chioma cometaria che entrano nell’atmosfera terrestre e cadono al suolo, sono validi messaggeri di informazioni scientifiche circa la chimica delle rocce che compongono il nucleo e, quindi, la formazione del nostro Sistema Solare (Fig.2). E a chiusura dell’articolo occorre necessariamente dire che le comete ricevono un numero di catalogo e successivamente prendono il nome dal suo scopritore. Ci fermiamo qui! Non ci resta che aspettare serenamente il passaggio di una cometa che viene a farci visita per ammirarne tutta la sua bellezza. In tale attesa, se vogliamo osservare immediatamente la cometa di Halley è sufficiente visitare la Cappella degli Scrovegni di Padova, in quanto, secondo alcuni studiosi, la cometa dipinta da Giotto nell’adorazione dei Magi del 1903 rappresenta la cometa di Halley, perché Giotto l’avrebbe osservata nel 1301 rimanendo davvero entusiasta tanto da dipingere questo suo capolavoro (Fig.3)

Dott. Giovanni Lorusso (IK0ELN)