Seti D’Oriente

S.E.T.I SVOLTA A ORIENTE

Con profondo rammarico il SETI Institute dell’Università della California, causa mancanza di fondi, ha sospeso la ricerca SETI (Search for Extra Terrestrial Intelligence). Ma la ricerca di forme di vita intelligente nello Spazio non finisce qui, perché la caccia a ET svolta in oriente. E, più precisamente in Cina grazie all’enorme radiotelescopio FAST, consorziato nella ricerca con il radiotelescopio Green Bank negli Stati Uniti e con il radiotelescopio Parkes in Australia.Il gigantesco radiotelescopio cinese FAST (Five hundred meter Aperture Spherical Telescope) da 500 metri di diametro, collocato nel sudovest della Cina, posizionato nella concavità di un bacino naturale nella depressione Da Wo Dang della contea di Pingtang, nella provincia del Guozhou si è unito alla caccia di segnali radio da intelligenze aliene (Fig.1). L’Osservatorio astronomico nazionale della Cina (National Astronomy Observatory of China – NAOC), proprietario di FAST, ha infatti siglato un accordo con la Breakthrough Initiatives, un programma scientifico da 100 milioni di dollari volto alla ricerca di eventuali civiltà extraterrestri, sostenuto da scienziati del calibro di Stephen Hawking e finanziato dal magnate russo Yuri Milner (Yuri Borisovich Milner è un imprenditore israeliano-russo, venture capitalist e fisico. Milner è l’investitore tecnologico più influente della Russia)(Fig.2). In particolare, FAST si coordinerà con il Green Bank Telescopenegli Stati Uniti e l’Osservatorio di Parkesin Australia, le due antenne già coinvolte nell’iniziativa denominata Breakthrough Listen, per l’analisi di un milione di stelle. L’accordo prevede che le tre organizzazioni si scambino piani, metodi di ricerca e dati, compresa l’immediata condivisioni di segnali anomali interessanti eventualmente ricevuti dallo Spazio, ai fini di una verifica incrociata. Il fondatore Yuri Milner ha così dichiarato: «’Siamo soli?‘ Questa è una domanda che ci unisce tutti come abitanti del pianeta Terra e la ricerca per rispondere a questa domanda dovrebbe quindi avvenire a livello planetario. Con questo accordo, cercheremo i nostri eventuali compagni cosmici con tre dei più grandi telescopi al mondo in tre continenti. Il telescopio FAST ha acquisito la prima luce nel settembre 2016”. “È il più grande ricevitore radio ad area singola del mondo e sarà uno degli strumenti più potenti per cercare segnali di vita intelligente oltre la Terra», ha aggiunto Jun Yan, direttore generale del NAOC. «Siamo lieti di poter collaborare alle Breaktrough Initiatives».
Secondo i promotori, il programma
Breakthrough Listen, lanciato nel luglio 2015, è la più completa campagna astronomica per la ricerca di vita intelligente mai intrapresa. Si avvale quindi dei due più grandi radiotelescopi di Green Bank e Parkes, oltre all’Automated Planet Finderal Lick Observatory in California, USA, che rileva i segnali laser. E l’Italia? Per ora dobbiamo ancora attestarci su un nulla di fatto, ma i radiotelescopi sul nostro pianeta che puntano le loro grandi antenne sono tanti. Da martedì 8 novembre 2019, è stato dato il via al programma Breakthrough Listen at Parkes che gli addetti ai lavori nel campo dell’ottico chiamano “prima luce” e il radiotelescopio australiano ha osservato un pianeta simile alla Terra scoperto recentemente attorno alla stella più vicina a noi, Proxima Centauri. Passiamo all’Italia, anche i radiotelescopi INAF (Istituto Nazionale di Astro Fisica) hanno un ruolo molto importante nella ricerca in campo SETI. Le antenne del radiotelescopio Croce del Nord di Medicina – Bologna (Fig.3) hanno lavorato in questo ambito dal 1998 al 2008 con un sistema di analisi utilizzando il sofisticato sistema del Serendip IV° proveniente dall‘Università di Berkeley, in California (Fig.4) che è ormai fuori uso; ma si sta già cercando di assemblare un nuovo analizzatore di spettro ad alta risoluzione frequenziale a costo molto basso (il Serendip V°, cioè di quinta generazione) sfruttando il radiotelescopio per SETI a tempo pieno senza turbarne le normali attività. L’ingegner Stelio Montebugnoli, responsabile del SETI Italia e ricercatore, oggi in quiescenza, dell’Istituto Nazionale di Astrofisica, ha spiegato: «Quello che intenderei portare avanti alla stazione radioastronomica di Medicina per il SETI è un nuovo concetto di data processing: al momento in tutto il mondo, compresi noi, si sfruttano sofisticati analizzatori di spettro ad alta risoluzione per identificare, nel rumore di fondo, eventuali segnali monocromatici inviati intenzionalmente da un eventuale ET per segnalare la sua presenza. Si pensa, in questo caso, a un segnale monocromatico, cioè una semplice portante radio, facilmente riconoscibile perché non presente in natura. Nel caso ET non si curi o non sappia di noi, che è una cosa molto probabile!, potrebbe comunque usare le tecniche radio più strane e disparate per le proprie comunicazioni (Fig.5) Il nuovo sviluppo osservativo dovrebbe quindi riguardare la ricerca della presenza di un segnale radio dallo spazio, modulato in modo sconosciuto immerso in un mare di rumore di fondo». Per fare ciò, a Medicina si userà l’antenna parabola VLBI (La Very Long Baseline Interferometry è una tecnica di interferometria astronomica utilizzata in radioastronomia. In VLBI un segnale emesso da una radiosorgente, quale una stella quasar, viene raccolto da più radiotelescopi dislocati sulla Terra)da 32 m per verificare le potenzialità di utilizzo di vari metodi di detection, come gli oscillatori di Duffing e la risonanza stocastica. La stessa cosa si potrebbe fare con la parabola della stazione radioastronomica di Noto (Siracusa) e con la parabola del S.R.T. (Sardinia Radio Telescope) di Cagliari. Pertanto la ricerca SETI continua in tutto il mondo, sperando che, prima o poi, giunga un segnale di intelligenza extraterrestre; il quale, dopo essere stato archiviato nel Serendip V,° venga ripreso e confrontato con altri segnali simili. Questo l’augurio.

Dott. Giovanni Lorusso (IK0ELN)