La pietra di Rok

Anteprima

L’archeoastronomia è una assonanza di studi astronomici ed archeologici che riguardano la conoscenza che gli antichi avevano dei fenomeni celesti, come sono stati interpretati e quale ruolo hanno svolto nelle loro culture. L’Archeoastronomia, dunque, possiamo definirla la scienza delle stelle e delle pietre. Anticamente lo studio dei cicli celesti era fortemente legato ad un sistema simbolico connesso con la religione, il culto funerario, e con la gestione del potere. Gli astri entravano in modo fondamentale nello scandire le attività pratiche, ad esempio: la semina e il raccolto. Ma anche le attività religiose e politiche, quali: le feste e le celebrazioni annuali. Va detto che l’osservazione del cielo è antichissima. Infatti da sempre l’uomo primitivo si è chiesto cosa fossero quei puntini luminosi che apparivano sulla volta celeste al calar del Sole. Probabilmente la Matematica nacque proprio per sostituire le informazioni sui cicli celesti, come, ad esempio, il calcolo delle Fasi Lunari. E non solo, perché in epoche antiche nacquero anche le previsioni meteorologiche, utili alla semina ed al raccolto; fino a spingersi a previsioni climatiche catastrofiche. E’ quanto riportato su una pietra runica vikinga rinvenuta tra le mura della chiesa di Rok, in Ostergotland, Svezia, risalente al 1800, che viene considerata il primo esemplare di letteratura svedese.

Descrizione

Ma che cosa è inciso su questa secolare pietra? La paura di una nuova catastrofe climatica: ecco il significato della pietra runica vichinga di Rök Entriamo nel merito e vediamo di che cosa si tratta. Grazie al lavoro di un team multidisciplinare svedese è stato finalmente interpretato il significato della spettacolare pietra runica di Rök, una delle più grandi e importanti al mondo. Nelle sue oltre 700 rune, incise nel IX secolo dopo Cristo, sarebbero impressi i timori di una grave e imminente crisi climatica. La Pietra runica di Rök sarebbe stata eretta dai vichinghi nell’800 d.C. per il timore del ripetersi di una catastrofica crisi climatica avvenuta tre secoli prima (Fig.1) Un affascinante studio sull’interpretazione dell’incisione condotto da quattro scienziati di diversi atenei svedesi: Holmberg dell’Università di Göteborg, Bo Gräslund e Henrik Williams dell’Università di Uppsala e Olof Sundqvist dell’Università di Stoccolma. La pietra runica in granito, alta 2,5 metri e pesante circa 5 tonnellate, è considerata la prima forma di letteratura svedese scritta. È composta da oltre 700 rune allineate in 28 righe, delle quali soltanto una risulta completamente illeggibile (Fig.2) Gli scienziati sapevano bene che i messaggi fanno riferimento alla mitologia norrena e alle gesta del re ostrogoto Teodorico il Grande (Fig.3) tuttavia a causa delle parti mancanti e delle differenti forme di scrittura adottate il significato profondo degli stessi risultava sfuggente. Ma fatta una nuova indagine, grazie anche alla collaborazione di studiosi provenienti da altre discipline della ricerca, è emersa una nuova e interessantissima interpretazione della pietra runica di Rök. Nelle sue rune verrebbe infatti descritta la morte del giovane figlio di re Teodorico, ed il suo decesso sarebbe legato al possibile arrivo di una nuova, devastante crisi climatica, come quella che aveva colpito la Scandinavia nel 500. È noto che a causa di alcune imponenti eruzioni vulcaniche di quell’epoca avvenne un repentino crollo delle temperature, che procurarono prolungate carestie ed estinzioni di specie animali e vegetali. Le conseguenze sulle comunità nordiche furono così drammatiche che persero la vita oltre il 50 percento della popolazione. Una vera e propria catastrofe, dunque, il cui spettro è aleggiato tra le varie generazioni, fino a giungere a quella di re Teodorico. La morte del figlio e un probabile evento naturale considerato nefasto, alla stregua di un’eclissi solare o una forte tempesta solare, come suggerito dagli autori dello studio, probabilmente furono interpretati come presagio dell’arrivo di un possibile “Grande Inverno”, il Fimbulwinter della mitologia norrena che precederebbe il Ragnarok, la fine della civiltà umana. E per questo motivo sarebbe stata eretta la spettacolare pietra runica, scoperta nelle mura di una chiesa nel 1800 (Fig.4) A tal riguardo il professor Per Holmberg, docente presso l’Università di Göteborg ha dichiarato: “La chiave per comprendere il significato dell’iscrizione era nell’approccio interdisciplinare. Senza queste collaborazioni tra analisi testuale, archeologia, storia delle religioni e runologia, sarebbe stato impossibile risolvere gli enigmi della pietra runica di Rok” Tutti i dettagli della scoperta sono stati pubblicati sulla rivista scientifica specializzata Futhark: International Journal of Runic Studies. Insomma, cambiamenti climatici già in atto fin dai tempi remoti!

Dott. Giovanni Lorusso (IK0ELN)