Le nubi di Magellano

LE NUBI DI MAGELLANO

Le Nubi di Magellano sono due piccole galassie, che orbitano attorno alla nostra Via Lattea come satelliti. Sia la Grande Nube di Magellano (Fig.A) che la sua compagna, la Piccola Nube, sono facilmente visibili ad occhio nudo nel cielo notturno dell’emisfero australe e prendono il loro nome dal navigatore Ferdinando Magellano (Fig.B) poiché furono descritte nel resoconto della spedizione da lui guidata. Entrambe le mini galassie sono collegate fra loro e con la la nostra galassia da un lungo ponte di idrogeno neutro e stelle, noto come Corrente Magellanica; un flusso che si sarebbe formato a causa delle intense forze mareali presenti tra la nostra Galassia e le sue galassie satelliti. Un secondo flusso di materia, noto come Ponte Magellanico, invece collega le due Nubi fra di loro. Quindi chi ha portato le galassie nane all’attenzione dell’astronomia europea è stato l’esploratore portoghese Ferdinando Magellano che le osservò durante un viaggio di circumnavigazione terrestre nel 1519. A circa 200.000 anni luce dalla Terra, la Grande Nube, è presente nello spazio fluttuando intorno alla nostra galassia. Al suo interno dense nubi di gas collassano per formare nuove stelle; e queste stelle illuminano le nubi gassose di un vasto assortimento di colori. La Grande Nube ha una massa di circa un decimo rispetto a quella della Via Lattea, ma appare molto luminosa, in quanto si illumina con il bagliore di circa 20 miliardi di stelle, estendendosi per 15.000 anni luce. Ma chi era Ferdinando Magellano? Ferdinando Magellano è stato un esploratore e navigatore portoghese. Magellano effettuò la prima circumnavigazione del globo al servizio della corona spagnola di Carlo V di Spagna; infatti fu il primo a partire dall’Europa verso Ovest diretto in Asia e il primo europeo a navigare nell’Oceano Pacifico. Tutta la storia del suo viaggio è pervenuta tramite gli appunti del vicentino Antonio Pigafetta, (Fig.C) che mantenne viva la memoria di Magellano e della sua impresa. In quel periodo Magellano entrò in possesso di una carta geografica che ipotizzava un passaggio verso l’Oceano Pacifico poco più a sud del Rio de la Plata. Studiandola attentamente si convinse di poter trovare una via per l’Asia più breve di quella intorno all’Africa. Cosa questa che avrebbe permesso di scoprire un passaggio a sud-ovest di collegamento dell’Atlantico con il Pacifico. In realtà, lo scopo strategico della spedizione sarebbe stato quello di cercare una nuova via marittima per le Isole delle Spezie, nell’arcipelago Indonesiano delle Molucche (Fig.D) evitando l’aggiramento dell’Africa; aggiungendo anche che si sarebbe provato che le Molucche erano effettivamente a ovest dell’antimeridiano della linea di demarcazione che, secondo i trattati, divideva le zone di influenza e possesso coloniale tra spagnoli e portoghesi. Naturalmente, non meno importante sarebbe stata l’eventuale scoperta di nuove terre da annettere al già immenso impero del re di Spagna. Così, dopo aver convinto Carlo V a finanziare l’impresa, la spedizione di cinque navi salpò il 20 settembre 1519 da San Lucar de Barrameda e il 10 agosto dal porto di Siviglia. E Il 28 novembre 1520, rimasto con tre sole navi, perché una era naufragata e l’altra aveva disertato, attraversò lo stretto che da lui prese il nome, oggi Stretto di Magellano (Fig.E) e per la prima volta si inoltrò in un enorme oceano completamente sconosciuto agli occidentali. Per tutti i tre mesi di navigazione in direzione nord-ovest rimase tranquillo, tanto che gli venne attribuito il nome di Mare Pacifico (oggi Oceano Pacifico). Poi nel marzo del 1521 raggiunse le Isole Marianne ed in seguito le Filippine, all’epoca chiamate Isole di San Lazzaro, dove trovò la morte per mano degli indigeni. Qui, secondo il racconto di Pigafetta, nelle Filippine, Magellano era riuscito a convertire il re dell’isola di Cebu, Rajah Humabon, al Cristianesimo compresi i suoi sudditi,; ma presto scoppiò una rivolta sulla vicina isola di Mactan. Così Magellano decise di usare la forza per conquistare Mactan,dove incontrò la morte. Racconta Pigafetta che quando la mattina del 27 aprile 1521 sbarcò a Mactan, venne ucciso dagli abitanti dell’isola. Il viaggio si concluse il 6 settembre 1522, quando la nave superstite Victoria, rientrò al porto di partenza dopo aver completato la prima circumnavigazione del globo in 2 anni, 11 mesi e 17 giorni. A bordo della Victoria, ridotta ad un fasciame di legno galleggiante perchè imbarcava acqua ed aveva una velatura di fortuna, vi erano soltanto 18 superstiti dei 234 partiti, tra marinai e soldati, tra cui i due italiani, Antonio Lombardo, detto Pigafetta, colui il quale scrisse la storia di tutta la spedizione. Occorre dire però che la circumnavigazione non era stato l’unico scopo di Magellano, cioè trovare il passaggio ad Ovest verso le Isole delle Spezie e le Indie; perché scientificamente dimostrò definitivamente quattro cose: che la Terra è una sfera; che la circonferenza del pianeta è molto maggiore di quanto avessero mai creduto tutti i geografi;che l’America può essere circumnavigataal pari del continente africano; che si perdono 24 ore se si segue il cammino del Sole da occidente a oriente. Di queste scoperte soltanto Antonio Pigafetta riconobbe la vera importanza del viaggio intorno alla terra. Infatti il viaggio di Magellano dimostrò definitivamente quattro cose: che la Terra è una sfera; che la circonferenza del pianeta è molto maggiore di quanto avessero creduto i geografi;che l’America può essere circumnavigataal pari del continente africano; che si perdono 24 ore se si segue il cammino del Sole da occidente a oriente. Riprendendo l’argomento scientifico va aggiunto che una nuova ricerca condotta da astrofisici della Durham University, nel Regno Unito, prevede che la Grande Nube di Magellano tra due miliardi di anni potrebbe colpire la nostra galassia, la Via Lattea. Quindi la collisione potrebbe avvenire molto prima dell’impatto tra la Via Lattea e la galassia di Andromeda, prevista tra otto miliardi di anni. E l’unione con la Grande Nube di Magellano potrebbe svegliare il Buco Nero al centro della nostra galassia che, si ipotizza, comincerebbe a divorare il gas circostante e ad aumentare le sue dimensioni fino a dieci volte, diventando un nucleo galattico attivo. Tuttavia gli scienziati ritengono che, la collisione potrebbe riuscire a espellere il nostro Sistema solare al di fuori della Via Lattea. Uno studio pubblicato sulla rivista Monthly Notices della Royal Astronomical Society. Utilizzando il Murchison Widefield Array telescope (Mwa), il radiotelescopio situato nell’entroterra dell’Australia Occidentale, per mappare per la prima volta dettagliatamente le Nubi di Magellano a frequenze molto basse, i radioastronomi hanno rilevato raggi cosmici e gas caldi nelle due galassie e identificando zone di formazione stellare e in cui sono presenti resti di supernove, cioè residui di stelle molto massicce esplose alla fine della loro vita, molto tempo fa. E’ quanto afferma Lister Staveley-Smith, astrofisico dell’International Centre for Radio Astronomy Research (Icrar) e coautore dello studio. Magellano morì in uno scontro con gli indigeni di Cebu Mactan.

Dott.Giovanni Lorusso (IK0ELN)