Il mito di Atlantide

Il Mito di Atlantide

Premessa

La nascita del mito di Atlantide è attribuita al filosofo greco Platone, il quale per primo ne parlò nelle sue opere. Secondo Platone il continente doveva trovarsi ad ovest dello stretto di Gibilterra, ovvero al centro dell’attuale Oceano Atlantico. Platone descrive che Atlantide si inabissò improvvisamente in una sola notte in seguito di un terribile cataclisma.

A differenza di molte altre leggende, le cui origini si sono perse nel tempo tra mito e realtà, noi sappiamo esattamente dove e quando la storia di Atlantide è comparsa per la prima volta: la leggenda ha avuto origine nei dialoghi di Platone, nel Timeo e nel Crizia, scritti nel 330 a.C. circa. Dunque, secondo Platone, Atlantide si trovava oltre le Colonne d’Ercole, oggi Gibilterra; e cioè il limite estremo del mondo conosciuto a quell’epoca. La leggenda narra che, dopo avere fallito l’invasione di Atene, l’isola di Atlantide sarebbe sprofondata nel mare in un una notte per opera di Poseidone, il dio degli abissi. L’idea che quest’antica e maestosa isola fosse un luogo realmente esistito è tornata in voga nel 1881 da uno scrittore, Ignatius Donnelly, il quale sosteneva fermamente che molte delle conquiste umane, e cioè: la metallurgia, l’agricoltura, la religione ed il linguaggio avessero avuto origine proprio nell’isola di Atlantide. Nel corso degli anni sono state formulate molte ipotesi riguardo la collocazione della leggendaria città di Atlantide. Alcune ipotizzano alle Bahamas o in Andalusia. Chissà, forse in Andalusia? Oggi, la Merlin Burrows, una società inglese che si occupa di fare scansioni satellitari della terra e del mare anche su incarico di agenzie governative, si è recata al largo dell’Andalusia (Fig.1) con un team di archeologi marini, storici e ricercatori. Un importante team di professionisti, il quale dal 2016, grazie all’uso delle moderne tecnologie è tuttora impegnato nella ricerca di conferme di quanto riportato nel racconto di Platone. Per cui grazie all’uso dei nuovi sistemi di ricerca e delle riprese satellitari, si ipotizza che Atlantide potrebbe trovarsi presso le rovine a nord della città di Cadice. Qui si trova il Parco nazionale di Doñana che anticamente era un grande mare interno con delle isole. A parere dei ricercatori, in questo sito si sarebbero conservate le tracce di almeno quindici centri abitati di una antica civiltà, finora ritenuta di origine romana o greca. Ma, poiché le epoche non collimano con i reperti ritrovati, si presume che potrebbe essere una civiltà ancora più antica. Tanto che a dare credito nelle scoperte fatte da Merlin Burrows è stata la Ingenio Films, la quale ha prodotto un interessante documentario per raccontare i grandiosi rinvenimenti fatti al largo dell’Andalusia. Cambiamo latitudine e portiamoci nell’arcipelago delle Bahamas, in pieno Oceano Atlantico (Fig.2). Forse nell’isola di Bimini? Anche qui, al largo dell’isola di Bimini, avvenne il ritrovamento dei presunti resti di Atlantide. Infatti sui fondali delMar dei Caraibi sono state rinvenute delle pietre bianche che sono sembrate una vera e propria strada definita “La Bimini Road” che si snoda da Nord-Est a Sud-Ovest lungo una linea retta per 800 metri, curvandosi soltanto alla fine. La Bimini Road è formata da pietre calcaree rettangolari, talmente perfette che danno l’impressione di essere state create dalla mano dell’uomo. Sebbene erosa dal tempo, la loro forma, non trova nulla in natura che le somigli. Altra interpretazione è l’ipotesi che fosse un molo per le barche e non una strada, comunque era sicuramente l’ultima porzione di qualcosa di molto più grande. Davvero il mito di Atlantide continua ad affascinare ogni generazione. Cambiamo rotta e portiamoci nel Mare Egeo; esattamente verso l’isola di Santorini. Ebbene Santorini è una delle isole delle Cicladi situata nel Mar Egeo, distrutta da un’eruzione vulcanica nel XVI secolo a.C. (Fig.3). Forse Platone nel suo racconto faceva riferimento a Santorini che, a causa di una tremenda eruzione vulcanica, sprofondò in mare in una sola notte? Oppure si trovino davvero la i resti dell’antica civiltà perduta di Atlantide? Anche questo resta un enigma! Adesso ritorniamo al Nord; questa volta a Nord della Gran Bretagna, nel Mare del Nord. La recente notizia archeologica: ”Trovate le prove di una Atlantide Britannica nei fondali del Mare del Nord” (Fig.4). La sorprendente notizia riporta che trattasi di un antico insediamento dell’età della pietra, risalente a 8000 anni fa, scoperto nei fondali del Mare del Nord dopo essere stato sommerso dal livello del mare a seguito dell’ultima era glaciale. Qui, già da tempo i pescatori e i tecnici delle compagnie petrolifere che effettuavano trivellazioni, hanno più volte segnalato i ritrovamenti di ossa, pietre bifacciali e resti umani nella zona di Brown Bank (Fig.5). La quantità di materiale trovato nella zona, la terra sommersa, ora denominata Doggerlan, ha confermato che ci potrebbe essere stato un insediamento preistorico. E dopo accurati studi del materiale rinvenuto, i ricercatori hanno accertato un insediamento umano preistorico. Per determinare la esatta posizione per l’esplorazione sul posto, i ricercatori si sono avvalsi dei dati forniti dalle compagnie petrolifere, del gas, e dagli estrattori di carbone presenti in quella zona di mare molto trafficata. Così facendo, sono stati in grado di determinare le aree che avevano maggiori probabilità di essere state sede di attività umane in passato. Con l’uso di tecniche acustiche ed estraendo campioni fisici dei fondali marini, i ricercatori hanno trovato il sito archeologico e geologico. Nel corso delle operazioni di ritrovamento, l’ingegnere Martin Bate, geoarcheologo della University of Wales Trinity Saint David ha detto: “Il nostro compito è esaminare tutti i siti che sono stati perforati nei fondali marini e ricostruire la geologia dell’ambiente in evoluzione negli ultimi 100.000 anni. Da queste informazioni, possiamo individuare i luoghi probabili sui fondali marini che potrebbero avere prove di attività da parte dei nostri antenati che vivevano in questo paesaggio ormai perduto“. Siamo dunque ad una svolta del mistero di Atlantide? Una incognita paragonabile alla ricerca di forme vita nello Spazio; ma con l’unica differenza che questi siti presentano tracce e materiale ben visibili ai ricercatori; a differenza di probabili forme di vita nell’Universo che si basano soltanto su ipotesi … almeno fino ad ora!

Dott. Giovanni Lorusso (IK0ELN)